10 febbraio 2009

Diritto di morte

Incredibile che in Italia non si possa nè vivere nè morire in pace. Chi ha il diritto di decidere della vita o della morte di una persona? Il parlamento? Un'organizzazione religiosa? Non credo proprio, il diritto di decidere è solo dell'interessato, e in caso di mancata comunicazione (anche per incapacità di intendere e di volere) spetta a chi ha la patria potestà o ai parenti più prossimi. 
Perchè non lasciare due righe scritte, il famoso testamento biologico, oltre che far conoscere a parenti ed amici la propria volontà? E' un argomento così scabroso??? Si teme così tanto la morte da evitare perfino di ipotizzarne una fine dignitosa? In certi casi è un sollievo alla sofferenza, in altri è l'attuazione del NON accanimento terapeutico. 
Dopo tutte le bagarre politiche e religiose spero che l'ennesimo caso riesca a "svegliare" gli animi e si giunga al testamento biologico universalmente riconosciuto.
Allora la vita e la morte di una ragazza avrebbero un senso.

1 commenti:

monika ha detto...

argomento delicato. se ne è discusso troppo e dubito si riuscirà a trovare una soluzione quanto prima.
Ora vorrei solo silenzio per abbracciare quella famiglia....
in tv invece sempre peggio..
io ho spento!

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